Contributi esterni

1) Altre richieste di sfruttamento idroelettrico sul torrente Antognasco 2) A proposito dell'utilizzo a scopo idroelettrico della Sorgente Alta Alpe GiumellinoRiceviamo. Argomento proposto da Franco Rabbiosi

1) Altre richieste

Il giorno 25 gennaio 2006 sul bollettino n. 4 della
Regione Lombardia sono stati pubblicati gli annunci
delle domande di sfruttamento  idroelettrico del
torrente Antognasco (tributario del torrente Mallero
dall’omonima Val di Togno) richieste da Pedrotti Adele
s.r.l. e  Comune di Montagna in Valtellina.

Ricordiamo che sul torrente Antognasco sono già attive
due prelievi  idroelettrici a quota 2000 e a quota
1000 circa e la portata attuale del torrente da 1000
metri alla frazione Arquino è già assolutamente
irrilevante. Con l’accettazione di una di queste domande
si avrebbe l’analoga  precaria situazione esistente
da quota 1000 ad Arquino anche nel tratto da 2000 a 1000
metri con  l’effetto di impoverire quasi tutto

l’alveo del torrente. Delle due domande presentate in
concorrenza tra loro abbiamo seri dubbi sulla loro reale
concorrenza: abbiamo motivata ragione nel pensare che la
domanda del privato sia stata presentata fuori dai
termini di legge e messa in concorrenza con quella del
Comune anche se non ne aveva i presupposti. Chiediamo
alla Provincia di Sondrio di chiarire le date di
presentazione al protocollo provinciale delle domande in
questione. Il Presidente della Provincia Provera aveva
esortato a suo tempo i sindaci dei Comuni Valtellinesi
ad inoltrare le domande di sfruttamento prima che lo
facessero i privati. Una sorta di gara contro il tempo e
con concorrenti che non gareggiano ad armi pari.

La domanda del Comune di Montagna era stata presentata
alla stampa mesi addietro ed era nata sull’onda
dell’invito lanciato del Presidente della Provincia.
Colmo della sorte, parallelamente all’iter di
concessione provinciale leggiamo Sul sito della Regione
che riguarda l’iter “parallelo” per la Valutazione di
Impatto Ambientale chiamato “SILVIA” abbiamo trovato che
il progetto N. sia 575 “Derivazione d'acqua dal torrente
Antognasco in Comune di Montagna in Valtellina (SO) “
richiesto dal COMUNE di MONTAGNA IN VALTELLINA e' stato
respinto con la seguente determinazione: Respinta per 
documentazione non conforme con Decreto Z1.2005.0028400
emesso in data 21/09/2005. Non siamo riusciti a reperire
il decreto in questione ma sappiamo che presentare una
documentazione non  conforme e cosa alquanto
improbabile perchè l’ente istruttore chiede sempre
integrazioni o modifiche alla documentazione presentata.
Un’azione del genere appare alquanto perentoria e lascia
intuire una “punizione esemplare” per l’ente pubblico.
Chiediamo alla Regione Lombardia di  spiegare il
perchè di questa azione. La Provincia ha avviato la
discussione con i comuni e associazioni per approvare il
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di cui
vergognosamente non si parla e non si discute ma che
sappiamo non tutelerà tutti i corpi idrici da un
ulteriore prelievo e sappiamo che il torrente Antognasco
è uno di quelli non tutelati. Perché caro Presidente
Provera? Ancora una volta si predica bene e si razzola
male.

Il tema della salvaguardia della risorsa acqua è
identico sia che lo sfruttamento sia opera di un privato
che del pubblico (come in questo caso di un Comune): non
dimentichiamo però che uno sfruttamento da parte del
pubblico è a vantaggio di tutti e “dovrebbe” garantire
di più in termini di gestione corretta della risorsa
acqua (deflussi minimi vitali rispettati).Il GV crede
che il tema della tutela delle acque sia talmente
importante per la Valtellina che non può essere
salvaguardato a “macchia di leopardo” o in modo
soggettivo ma che deve essere salvaguardato nella sua
interezza, soprattutto quando ci sono interessi privati
e speculativi in ballo.

2) A proposito

Apprendiamo, da un articolo pubblicato sul quotidiano La
Provincia del 16 gennaio scorso, della mozione
presentata dal gruppo di minoranza del Comune di Chiesa
in Valmalenco in merito alla lettera inviata dal Sindaco


alla Amministrazione Provinciale di Sondrio, nella quale
lo stesso esprime parere favorevole all'utilizzo a scopo
idroelettrico della Sorgente Alta Alpe Giumellino.
Ricordiamo che la finalità dell'impianto sarebbe quella
di produrre  corrente per elettrificare gli alpeggi
di Alpe Lago e Alpe Giumellino L'articolo evidenzia il
"notevole stupore" che ha colto il gruppo di 
minoranza nell'apprendere il contenuto della lettera del
Sindaco, che li ha quindi spinti alla "immediata"
presentazione della succitata mozione. Stupore che a
nostro avviso, alla data odierna, appare immotivato e
sicuramente  tardivo. Rinfreschiamoci dunque la
memoria (chi lo volesse fare in modo più 
approfondito potrà farlo consultando il nostro sito -

http://gruppovalmalenco.valtellina.net - alla voce
"Giumellino  Sorgente"). In data 12.11.2003 si
è svolta a Chiesa in Valmalenco la Visita Locale di
Istruttoria convocata dalla Regione Lombardia (ad essa è
ora subentrata la Provincia) in merito alla richiesta
presentata dalla Società Pedrotti Adele S.r.l. di
derivare, a scopo idroelettrico, la sorgente di cui si
tratta. In tale sede il nostro Gruppo ha presentato
l'unica opposizione al progetto. Il motivo della nostra
opposizione si fondava sulla primaria "utilità pubblica"
del bene acqua per uso potabile che non poteva, a nostro
parere, essere elusa a vantaggio di una "utilità
privata" (elettrificazione degli alpeggi). Si aprì nei
mesi successivi sia a mezzo  lettere che attraverso
gli organi di stampa uno scontro con la posizione del
Sindaco (Pedrotti) che secondo noi non  era
sufficientemente energico e coerente nel pretendere
l'immissione delle acque che sarebbero state turbinate
dalla centralina in argomento, nell'acquedotto comunale
(non dimentichiamo che il Gruppo Valmalenco aveva
avanzato il fondato sospetto che la realizzazione
dell'opera nascondesse l'interesse della Società
richiedente la  concessione di apportare più acqua
a monte della sua opera di presa sul torrente Giumellino).E'
quindi sicuramente tardivo lo "stupore" manifestato dal
gruppo di minoranza in quanto la vicenda, essendo ormai
un po' datata, merita senz'altro attenzione per i suoi
risvolti ma non certo in quanto scoop. Lo "stupore"
risulta anche immotivato in quanto la posizione del
Sindaco non è mutata nel tempo. Salvo poter far oggi
riferimento, rispetto a due anni fa, anche alle norme
tecniche di attuazione del nuovo Piano Regolatore che
contemplano "la possibilità di realizzare centraline
sugli acquedotti nonchè microimpianti a servizio di zone
isolate e difficilmemte raggiungibili dalla rete
nazionale. Al Sindaco , casomai, andrebbe imputata una
non eccessiva chiarezza nel sottolineare che la
costruzione della centralina e l'innesto del suo scarico
in acquedotto dovrà avvenire nello stesso momento, in
modo da evitare che l'acqua scaricata vada dispersa,
anche se ciò comporterà una complicanza dell'iter di
richiesta di concessione. La  concessione dovrà
essere unica e riguardare sia lo sfruttamento
idroelettrico che l'uso idropotabile. La mozione
presentata dal gruppo di minoranza commette quindi un 
"peccato di omissione" tralasciando, ad hoc, alcune
parti, non trascurabili, dei documenti prodotti
dall'Amministrazione Comunale, sollevando quindi un
inutile polverone.

Concludiamo riportando un brano tratto da un nostro
documento prodotto due anni fa che, alla luce della
seria crisi idrica che ha interessato recentemente il
Comune di Chiesa, non può che essere considerato
lungimirante: "Appurata la necessità da parte del Comune
di Chiesa di un ulteriore  apporto idrico al suo
acquedotto nulla vieta che, alla luce di un corretto uso
plurimo delle risorse idriche, si  possa destinare
l'acqua della sorgente all'acquedotto comunale e nel
contempo produrre energia elettrica per gli alpeggi.
Pensiamo che questa soluzione possa soddisfare tutte le
parti in causa: la comunità di Chiesa avrà, in quanto
necessaria, più acqua; gli alpeggi di Alpe Lago e
Giumellino avranno la corrente elettrica; la Società
Pedrotti Adele S.r.l. realizzerà il generoso progetto di
fornire elettricità ai proprietari delle abitazioni
degli alpeggi secondo

quanto loro promesso (verbale Consorzio Alpe Lago del 3
maggio 2002).



GdS 10 II 2006 - www.gazzettadisondrio.it

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