IL FUNERALE DI DALLA 12.3.10.32
Che certa parte di chiesa sia silentemente passata dalla parte degli atei, degli agnostici, dei nemici di Dio e dell'ordine morale naturale, era cosa risaputa, ma che un prete benedicesse pubblicamente una coppia gay durante una celebrazione funebre, mai era accaduto in duemila di storia della cattolicità. I fatti sono noti: durante l'omelia delle esequie di Lucio Dalla, il suo confessore Padre Bernardo Boschi ha espresso parole di consolazione a Marco Alemanno, compagno del cantante scomparso. Non pago di aver "bestemmiato" nella casa di Dio, il domenicano favorevole all'omosessualità, ha lasciato che la "dolce metà" gli dedicasse struggenti parole d'addio. Se a un prete (e assieme a lui, moltissimi altri uomini di chiesa, se non forse la maggioranza) viene permesso di rinnegare il magistero e le sacre scritture notoriamente contrarie alle unione sodomitiche, è del tutto"normale" che la santa istituzione fondata da Cristo si riempia di uomini scarsamente spirituali, ma in compenso, parimenti molto umani e conseguentemente del tutto carnali.
Gianni Toffali
Nostra nota
Ferrara nella sua rubrica dopo il TG 1 delle 20 ha criticato, giustamente, l'Annunziata che aveva nella sua rubrica domenicale posto l'accento, in posizione opposta, sulla stesso tema. Ha però aggiunto che se la Chiesa dovesse negare l'accesso, e magari l'orazione funebre, ai peccatori non entrerebbe più nessuno o quasi in Chiesa. Qualcuno mi pare abbia detto 'chi è senza peccato scagli la prima pietra'. Qualcuno mi pare abbia dedicato una parabola al figliol prodigo, qualcuno ha ricordato la pecorella smarrita. Diciamo questo perchè nel mentre ci si oppone, e ci si deve opporre alla pretesa di introdurre i matrimoni tra persone dello stesso sesso per le mille ragioni che sappiamo, razionali - e non solo religiose visto che così la pensano anche omosessuali 'razionali' -, bisogna avere un atteggiamento diverso nei casi come quello sollevato dal lettore anche nel caso che non si condivida. Per un credente comunque il riferimento deve essere la Giustizia divina che contempla anche la Misericordia. (ndr)