VALCHIAVENNA: DALLA PARTECIPAZIONE AL CENTRALISMO DI UN COMUNE SOLO AL POSTO DEI 13 ATTUALI
Al Convegno di sabato scorso a Sondrio il Sindaco di Verceia ha relazionato sullo stato dell'arte della proposta di fusione dei Comuni della Valchiavenna che sta andando avanti sia pure non per tutti e 13 Comuni ma solo per sei.
Ci permettiamo una sorta di invasione di campo dalla valle dell'Adda passando a quella della Mera dove, sarà per essere giusto fra Lepontine e Retiche, l'aria che si respira é diversa (diversa, né meglio né peggio). Invasione da 'avvocato del diavolo' che entra subito in argomento.
Ricordiamo la storica rivalità tra le tre frazioni di Prosto, Borgonuovo e Santa Croce per la quale un tempo ad ogni elezione due delle tre si mettevano d'accordo lasciando la terza, una volta una e una volta l'altra, in minoranza. Un domani nel futuro Consiglio Comunale unico si e nò che Piuro potrebbe avere un consigliere. O prendiamo il secondo Comune della Valle dopo il capoluogo, Samolaco, che domani potrebbe avere, andando bene, due consiglieri con una serie di frazioni quasi tutte rappresentabili restando Comune: Era (sede del Municipio), S. Pietro, Somaggia, Casenda ma anche per citarle tutte anche quelle minori o abbandonate, Ponte Nave, Bedogna, Giumellasco, Poiat, Paiedo, Vigazzolo.
Stupisce che proprio la Valchiavenna che a suo tempo levò alta la bandiera dell'autonomia, erigendosi a Comunità Montana non volendo essere insieme alla Valtellina, e la levò in nome della partecipazione ora sia favorevole a un centralismo di addetti ai lavori che inevitabilmente avverrebbe a scapito della partecipazione per non parlare poi delle identità sacrificate per un efficientismo (posto che vi fosse) che non é figlio della cultura di Governo e di valori senza tempo.
Da 91 a 16 consiglieri
Oggi in Valchiavenna ci sono 91 consiglieri. Il Comune unico ne avrebbe 16. Oggi c'é un consigliere ogni 270 valchiavennaschi. Domani ce ne sarà uno ogni 1629 inevitabilmente dunque con qualche attuale Comune, domani solo paese, che in Consiglio Comunale potrà essere rappresentato da qualcuno che però dovrà sedersi nello spazio del pubblico senza diritto nè di parola né di voto.
Lasciare così le cose? No
Lasciare allora le cose come sono? No. Abbiamo già in passato trattato l'argomento e quindi non vi torniamo salvo a citare un dato, il numero dei Comuni in Francia, Paese tradizionalmente noto per la sua eccellente Pubblica Amministrazione il cui edificio fonda soprattutto sui Comuni (non a caso gran parte dei personaggi della politica nazionale hanno fatto i Sindaci, chi a Parigi o in altre città, chi anche in un comunello di periferia).
Sono 36.700 con una popolazione complessiva all'incirca come quella italiana. Ma allora é proprio il numero dei Comuni il dato principale?
Ultima annotazione. Tanti discorsi teorici, soprattutto a livello nazionale, ma senza conoscere le problematiche. Un esempio: nessuno pensa alla riforma dello Stato Civile. Basterebbe una legge in un solo articolo, di non molte righe e ne verrebbe una spinta notevole per la riorganizzazione dei Comuni. Entro di essa si innesterebbe un processo di razionalizzazione, e quindi anche con qualche fusione ma a quel punto fusione consapevole e partecipata non con scelte, volere o no, elitarie di tipo illuministico.
Prospettive
E' molto probabile che in Valchiavenna, almeno in parte, si vada su questa strada e quindi si profili, nei Comuni per ora solo fidanzati, il referendum con il quesito se queste nozze si debbano fare oppure no.
In Valtellina per fortuna la questione é meno pressante pur essendoci condizioni potenziali di esperimenti interessanti, almeno due di (quasi) agevole percorso.
Infine un perché. Quale la ragione di prendere questa posizione che taluni riterranno frutto di conservatorismo, e magari anche peggio. Affatto. Le scorciatoie spesso diventano degli allungatoi e spesso l'entusiasmo genuino per una scelta rende di attualità il detto secondo cui la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. E poi nei momenti di scelte importanti é sempre bene avere pluralità di posizioni e di contributi. Anche nel giornale. Chi vuole esporre tesi diverse scriva pure, e pubblicheremo.
GdS