CISL: RIVISITARE IL TRASPORTO PUBBLICO PER ALLEVIARE LA CRISI VIABILISTICA

La chiusura della galleria "Monte Piazzo", con conseguente interruzione del flusso di traffico sulla SS.36, ha acuito la crisi viabilistica della Provincia di Sondrio. Una crisi che, a dire il vero, preesiste alla chiusura della galleria e che da anni è resa evidente dagli eccessivi tempi di percorrenza oltre che aggravata dalle numerose rotonde di recente costruzione che contribuiscono a rallentare tutto il traffico viario.

L'esplosione del disagio di questi ultimi giorni ci spinge a considerare quanto sia importante il tema della viabilità per una economia come la nostra che aggiunge al turismo una manifattura diffusa che vede il trasporto del proprio prodotto quale finalizzazione del suo lavoro.

Dunque, è oramai evidente che la tematica della viabilità risulta fondamentale per la crescita dell'economia provinciale e forse gli avvenimenti degli ultimi giorni possono essere l'occasione per far si che detta tematica assuma priorità assoluta nell'agenda politico-istituzionale.

Abbiamo più volte ravvisato la necessità impellente di terminare i lavori del tratto iniziale della SS.38 e di procedere all'avvio della realizzazione delle tangenziali di Morbegno e Tirano assieme alla riqualificazione della linea ferroviaria (e se possibile un suo ampliamento) oltre alla realizzazione dei trafori del Mortirolo e della Mesolcina che porterebbero la nostra mobilità all'"optimum", ma dobbiamo prendere atto realisticamente che detti interventi, seppur auspicabili e sicuramente da perseguire, rappresentano, al momento e in larga parte, elementi di un'ipotesi progettuale con possibilità realizzativa a lungo termine, anche in considerazione delle risorse economiche che dovrebbero essere impiegate. Oggi, invece, abbiamo bisogno di azioni che abbiano la caratteristica dell'immediata fattibilità e che possano incidere positivamente a breve termine.

L'esigenza principale, che si pone nell'immediato, è quella di decongestionare in tempi brevi il traffico stradale, tenendo presente che il flusso di auto è in stretta dipendenza con la fruibilità del trasporto pubblico locale. Ossia, si è invogliati a utilizzare l'auto se il servizio di trasporti pubblico è difficilmente fruibile per via degli orari, o per via della scarsa frequenza del passaggio degli autobus come sembra essere il servizio attualmente offerto in provincia che, così come è impostato, non invoglia la gente ad abbandonare l'auto propria. La criticità attuale non si risolve, ad esempio, con il taglio dei convogli, come recentemente ipotizzato dai vertici dell'amministrazione provinciale, bensì facendo in modo di trasferire le persone dall'auto propria (spesso in marcia sulle strade provinciali con il solo guidatore) ai mezzi di trasporto pubblico, sia ferroviari che stradali. Per attuare ciò è essenziale procedere ad una rivisitazione del servizio di trasporto pubblico, facendo in modo che le persone siano incentivate a sostituire l'auto propria con i mezzi pubblici. Tale rivisitazione deve partire da uno studio sulla domanda effettiva di mobilità tenendo in debito conto le necessità di spostamento delle persone, i loro tragitti quotidiani e la consistenza abitativa delle realtà urbane. Dopo un'analisi di tal genere, che darebbe luogo ad una efficace valutazione della domanda, si potrebbe procedere all'implementazione del servizio di trasporto pubblico laddove esso può dare risposte, inizialmente anche attraverso sperimentazioni mirate. Oggi sembrerebbe che il trasporto pubblico provinciale sia maggiormente "sintonizzato" sulle sole esigenze di trasporto degli studenti e tralasci altre fasce sociali di possibili fruitori. Un'azione in tal senso, capace cioè di coinvolgere potenziali fruitori del servizio di trasporto pubblico, non solo sarebbe benefica per la viabilità della nostra provincia ma realizzerebbe anche interessanti ipotesi di risparmio per i cittadini tenuto conto dell'attuale alto costo del carburante.

p. FIT CISL Michele Fedele
 

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