CODICE DA VINCI. LE QUESTIONI SONO DUE: IL LIBRO/FILM E LE REAZIONI.

Come sono lontani i tempi in cui il libro era frutto di un serio lavoro di un serio autore che si metteva seriamente in discussione con potenziali lettori!

Ebbi modo di dire la mia quando, uscito il libro, non potei evitare di leggerlo perchè sollecitato da diversi conoscenti.

Mi ripeto, ora, che è uscito il film.

Le questioni sono due: il libro/film e le reazioni.

Il libro/film (il film non l'ho visto, ma lo giudico in quanto derivato dal libro) è solo un avvincente romanzo giallo che ha sullo sfondo il tema centrale del cristianesimo che è la figura di Gesù. Questa figura è presentata in modo un po' diverso da come la presentano i vangeli canonici(sottolineo canonici) ed inserita in una trama romazesca che tutto sommato può avvincere il lettore. E' infatti noto, basta dare una scorsa alle classifiche dei romanzi più venduti nel mondo, che il mistero, il giallo-sacro, l'occulto, il paranormale sono temi cari ai lettori di oggi. Questa è una delle ragioni per cui non mi sento un lettore contemporaneo: in genere questi libri sono scritti male, tradotti male ed hanno spunti di partenza pseudo storici. Nel libro, infatti, oltre all'ipotesi di fondo che Cristo sarebbe stato convivente carnale della Maddalena, si commettono marchiani errori storici che non giustificano la trama del romanzo (i templari, per esempio, non furono arsi vivi per ordine del papa, ma del re di Francia che mirava ai loro enormi possedimenti, essendo lui stesso in bancarotta). Ma la storia documentata, fatta di riscontri secondo il criterio della molteplice attestazione, non fa più parte della cultura dell'homo tecnologicus, il quale s'è abituato al mordere e fuggire ed a fare un bel coro d'opinioni per sentito dire su un fatto di moda.

Le reazioni sono sproporzionate al valore del testo.

Leggo che il libro è stato messo non solo simbolicamente al rogo. Me ne dispiace: si è sprecato un fiammifero e anche un del po' d'inchiostro del rendere pubblica questa insignificante notizia.

Leggo che s'invitano i cattolici a boicottare il libro ed ora il film. Me ne dispiace: si è sprecata un'occasione per tacere.

Leggo che si stigmatizzano le situazioni narrate come falsi storici e teologici. Me ne dispiace: si è sprecata l'occasione ( e Dio sa se non ce ne sia bisogno) di compiere una riflessioni più seria sul tipo di pastorale che oggi si continua pervicacemente a perseguire che è fatta di tutto MENO che di cultura religiosa.

Vorrei continuare, ma so di annoiare.

Solo due righe per concludere: il testo di Dan Brown lo prenderei come una delle tante chiacchere di libreria che servono commercialmente a fare cassetto. Come sono lontani i tempi in cui il libro era frutto di un serio lavoro di un serio autore che si metteva seriamente in discussione con potenziali lettori!

Ernesto Miragoli

www.gazzetrtadisondrio.it – 30.5.2006

Ernesto Miragoli
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