IL MERITATO FLOP DEL “CODICE DA VINCI” AL FESTIVAL DI CANNES

Che sarebbe successo se li sbeffeggiati, invece di essere Gesù Cristo e la Chiesa, fossero stati Maometto, Budda o Visnu?

Ccontrariamente alle aspettative, l’esordio a Cannes del Codice da Vinci, ha deluso i milioni di ammiratori dello scrittore Dan Brown: risate durante la proiezione e commenti sarcastici poi. D’altra parte, le mistificazione contenute nel libro erano talmente evidenti e grossolane che prima o poi sarebbero venute a galla da sé. E così è stato. Desta comunque perplessità che, a fronte della montagna di accuse lanciate dallo scrittore inglese alla Chiesa Cattolica, a parte qualche voce isolata (considerata integralista), la stragrande maggioranza dei laici cattolici non abbiano reagito con sufficiente vigore all’infangamento subito. Che sarebbe successo se li sbeffeggiati, invece di essere Gesù Cristo e la Chiesa, fossero stati Maometto, Budda o Visnu? Apriti cielo: l’ONU sarebbe sceso in campo cospargendosi il capo di cenere e persino atei e agnostici avrebbero inveito contro l’infame denigratore. Sembra una barzelletta, ma il far “spallucce” dei cattolici sono state “compensate” nientemeno che, incredibile ma vero: dai mussulmani! Secondo quanto dichiarato dalla BBC, i cattolici indiani di Mumbai (India) hanno ricevuto la solidarietà dell'organizzazione islamica All-India Sunni Jamiyat-ul-Ulema che ha bollato il film diretto da Ron Howard come "blasfemo" perché diffonde soltanto "bugie" sulla figura di Gesù Cristo. "Il Corano riconosce in Gesù un profeta e quello che il romanzo racconta offende sia i cristiani che i musulmani" ha detto Maulana Mansoor Ali Khan, segretario generale della All-India Sunni Jamiyat-ul-Ulema. "I mussulmani indiani si uniscono alla protesta dei loro fratelli cristiani contro questo attacco alle nostre comuni credenze religiose" ha continuato Ali Khan. Più duro l'intervento di Syed Noori, presidente dell'Accademia Raza di Mumbai, organizzazione culturale, scesa più volte in campo per difendere l'Islam. "Se il governo non interverrà – ha intimato Noori - faremo tutto quello che è in nostro potere per far sì che il film non venga visto, siamo anche pronti a ricorrere alla violenza se necessario". Nel frattempo proseguono le proteste dei cattolici indiani, mentre ogni giorno centinaia di dimostranti di Mumbai si radunano fuori da un convento per chiedere l'intervento della censura. In Italia, i vertici della Chiesa Cattolica si sono limitati a blandi brontolii, mentre paradossalmente solo pochi laici hanno avuto l’ardire di distribuire volantini anti-Brown fuori dai cinema dove il film è stato proiettato. Addirittura in alcune città d'Italia sono state bruciate in piazza alcune copie dell'opera di Brown e qualcuno ha gridato al ritorno dell'inquisizione. Riportare in vita lo strumento dell'inquisizione è forse anacronistico, ma almeno mettere all’indice tutto il pattume anticristico che inonda la gloriosa civiltà cristiana.

Gianni Toffali

Gianni.Toffali@inwind.it

Gianni Toffali
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