SONO STATO un ex testimone di Geova di Raffaele Rossini

diRaffaele Rossini

Sono stato un ex Testimone di Geova, non sono sposato, sono
figlio unico e vivo ancora con i miei genitori. Ho conseguito
una laurea in Lettere ed una in Filosofia, ma attualmente non
esercito alcun tipo di professione. Ho fatto parte dei TdG per
10 anni ricoprendo il ruolo di Proclamatore. Vorrei raccontare i
momenti essenziali della mia esperienza come TdG, evidenziando
quei dati che, secondo me, mi hanno provocato il disagio che
vivo attualmente. All'età di 15 anni conosco un simpatico
signore di circa 65 anni che abita nel quartiere in cui gioco a
pallone con i miei amici. Questo signore, TdG, suscita il mio
interesse per tre motivi: Innanzitutto mi si rivolge dandomi del
«lei» nonostante la mia giovane età; mi mostra il nome di Dio
sulla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture,
sostenendo che tutte le altre Bibbie lo sostituiscono con il
termine Signore; mi assicura, per ultimo, che mentre della
Chiesa Cattolica fanno parte anche i cristiani non puri, fra i
TdG ciò non accade. «A noi non sfugge niente! » disse. Vengo
invitato a frequentare la Sala del Regno. Riesco ad andarci
qualche volta, ma subito mio padre me lo impedisce. Quell'ordine,
quella precisione, quel particolare modo di accogliere gli
estranei, proprio dei TdG però, fanno breccia nel mio cuore, che
era quello di un giovane abituato a un certo rigore.Dopo qualche
tempo ho l'occasione di riparlare con un TdG e ritorno a
frequentare le adunanze. Nuovamente vengo colpito dalla
premurosa accoglienza che i TdG mi mostrano. Tutti mi salutavano
e avevano premura nei miei confronti e per un figlio unico,
cresciuto con una solitudine accentuata, era veramente tanto.
Vivere in questo clima ovattato mi procura inizialmente molta
soddisfazione. Tutto cominciò ad andare per il verso giusto, a
scuola prima avevo problemi un po? con alcune materie, quando
ero Testimone di Geova tutto andò bene. Ero più allegro anche in
casa e i miei genitori notarono questo cambiamento. Una volta
testimone di Geova diventai letteralmente, non lo dico in senso
negativo in questo caso, una pecora... nel senso di Buon giorno!
Buona sera! Che posso fare? Che cosa non posso fare? Ero
veramente responsabile in questo senso... Cioè mi avevano messo
in riga senza che io me n’ero accorto, ma io lo volevo, questa è
la cosa più importante... io lo volevo, volevo essere messo in
riga, non nel senso di ordine, volevo stare in un posto dove
finalmente ci si riunisce per parlare solo ed esclusivamente di
Dio. Non ne potevo più di ciò che vedevo io all'epoca in giro.
Volevo stare veramente con gente che diceva di conoscere la
Bibbia, la conosceva e l'applicava. In occasione
dell'inaugurazione di una Sala del Regno riesco a convincere mio
padre ad accompagnami, promettendogli che se quell'ambiente non
fosse stato di suo gradimento non lo avrei più frequentato. Da
quel giorno anche mio padre comincia a frequentare le adunanze
dei TdG e giunge al battesimo due anni dopo di me. Finalmente
sento di aver raggiunto ciò che desidero: ordine, silenzio e
tranquillità. Ma questo clima idilliaco viene sconvolto quando
comincio a rendermi conto che la vita fra i TdG non è sempre
perfetta. Assisto infatti ad una bega fra alcuni anziani della
Congregazione di cui faccio parte. Quindi quel mondo così
tranquillo possedeva un tarlo. Successivamente noto che quei
modi calorosi propri dei TdG nella fase di accoglienza, si
trasformano in un atteggiamento di rifiuto per chi se ne va. È
un sintomo di lieve fastidio o angoscia, a che cosa mi
riferisco??Al fatto di non poter salutare gente disassociata.
Cominciai per la prima volta a notare che cosa si provava
guardando una persona con cui parlavi e hai parlato fino a un
giorno prima, e che non potevi salutare, in base alla Scrittura
della 2° lettera di Giovanni che diceva che chiunque va avanti e
non porta l'insegnamento che ha ricevuto non deve meritare più
il saluto. Ecco quel sorriso che diventava rifiuto mentale della
persona che se ne andava. Tali piccole crisi vengono superate
perché sono ancora forte la convinzione di far parte dell'unica,
vera, santa e approvata Organizzazione di Dio.Dovendo trovare
una valvola di sfogo a tutte le imposizioni del gruppo, comincio
a comportarmi in modo reattivo. Il mio comportamento cominciò a
farsi esuberante, perché chiaramente io potevo paragonarmi ad
una pentola a pressione che non veniva mai aperta. Cominciai a
questo punto a sfogarmi in un'altra direzione, cominciai ad
esempio a difendere, nel senso che andavano capiti, i drogati,
gli omosessuali, gli infelici. Finché parlavi di infelici, al
limite potevi essere capito, quando parlavi di drogati e di
omosessuali i Testimoni di Geova si scatenavano. C'era un odio
feroce, un odio puro, specialmente contro quest’ultima
categoria. Ma il timore di abbandonare l'Organizzazione di Dio,
che offre tutto ciò di cui un uomo ha bisogno, e di ritrovarsi
nuovamente sperduto e solo, mi fa ancora chiudere gli occhi e
accettare tutto incondizionatamente. In conformità con i
principi di neutralità proposti dalla Società Watch Tower decido
di non svolgere il servizio militare e di andare, invece, in
carcere. Durante il periodo di reclusione ho modo di riflettere
sulla mia vita e sulle mie scelte. All'uscita dal carcere,
tronco la relazione instaurata in precedenza con una ragazza TdG
subendone un trauma. Qualcosa comincia a cambiare in me. Mi
sento sempre più stretto nella morsa delle regole. Vivo un
rapporto tormentato con un Dio sempre presente e pronto a punire
tutti i trasgressori. Dopo un diverbio con gli Anziani della mia
Congregazione, perché avevo preso le difese di un omosessuale,
vengo processato e infine espulso. Dissi: Sentite, se non dà
fastidio possiamo tenerlo nella Sala, non è battezzato...
comunque può venire! Purtroppo lo difesi a spada tratta, e loro
rivoltarono la matassa e dissero: ?Chi difende queste persone è
come loro!.... A quel punto io per dispetto risposi: ?E se lo
fossi, che vi interessa?. Non potevo rispondere così!... Non
dovevo permettervi di rispondere una cosa del genere. Loro
presero la palla al balzo...e letteralmente fui umiliato, fui
trattato come un perfetto imbecille? ma che dico imbecille? Non
esistevo più, tutte le volte che tentavo di parlare? ?Qui non
siamo all'Università!... Qui non siamo ad una conferenza
stampa... Qui siamo davanti all'Organizzazione!.. O tu rispondi
in base a quello che sai o tutto ciò che dici noi non lo teniamo
minimamente in considerazione! Attraverso un periodo
estremamente critico, una generica sofferenza mi imprigiona e mi
ostacola nella conduzione della sua quotidianità. Sviluppo,
quindi, un quadro di marca nevrotica con sintomi
ossessivo-compulsivi. Cominciavo per esempio a uscire sempre col
piede sinistro, poi se dovevo toccare una cosa la toccavo 6-7
volte. Non salivo sul tram numero 17. Vivo una situazione di
disagio e di sofferenza che mi porta a eccedere nell'uso
dell'alcool.Ricordo le parole continuamente ripetute in Sala
(«Dove andrete fuori di qua?») e sprofondo nei sensi di colpa
per aver abbandonato quella organizzazione. Dal punto di vista
spirituale ero solo, solo e diverse volte ho pensato al
suicidio. Mi allontana per un po’ dalla religione diventando
ateo fino a quando, nel '91 ricomincia a frequentare il gruppo
su invito della Congregazione. Io stavo rientrando di nuovo nel
‘91. In quell'anno fui invitato di nuovo perché il CD pubblicò
una circolare interna e anche pubblica in cui si diceva che i
fuoriusciti che non avevano parlato male dei Testimoni di Geova
potevano essere reintegrati. Chi parla è chiamato apostata. I
Testimoni di Geova ce l'hanno con gli apostati... sono quelli
che scoprono le loro magagne bibliche... e loro non permettono
di parlare. Difatti l'imposizione di non parlare è un trucco
vero e proprio, perché è un sistema di difesa... Loro non
permettono che qualcuno possa scalfire sia pur di poco la loro
parola. Nello stesso periodo acquisto un libro in cui venivano
menzionati i passi biblici falsificati dalla Società Watch Tower.
Quando mi rendo conto che molti passi biblici erano stati
effettivamente modificati, decido definitivamente di
allontanarmi dai TdG. Quando mi accorsi che i passi erano
cambiati, opportunamente cambiati, ebbi come un'illuminazione...
dissi Dio, a chi mi sono dato io? Scoprirlo mi fece stare ancora
più male. Dopo qualche tempo sono entrato nella Chiesa
Cattolica. Raffaele Rossini


GdS - 10 IV 2005 -
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