Il col. Gabrielli, Comandante dei CC, se ne va
Il Comandante dei Carabinieri col. Pier Luigi Gabrielli se ne va dopo quasi cinque anni. Ci dispiace, anzi dispiace un po' a tutti.
Uil suo indirizzo di saluto:
“Nell'accingermi a lasciare l'incarico di comandante Provinciale di Sondrio per assumere, dal 31 luglio, quello di “Capo Ufficio Logistico" del Comando Legione "Lombardia" in Milano, per esprimere a tutti i rappresentanti della stampa, che rappresentano il collegamento migliore tra noi e il cittadino, il mio più sentito ringrazimento e la mia sincera gratitudine per lo slendido rapporto instaurato” l'invito il 30 luglio p.v. Presso il Comando provinciale.
"Il periodo che ho trascorso in questa bella provincia - quasi cinque anni - ha detto - è stato per me oltre che un “ritorno” alle mie origini ed ai valori e sacrifici della montagna, un’esperienza professionale ed umana che ricorderò in modo particolare per la proficua collaborazione instaurata con l’Arma dei Carabinieri da tutte le Istituzioni, con le quali condividiamo un lavoro non facile, dai rappresentanti della vita economica, industriale e finanziaria, alle varie associazioni ed infine con i cittadini della provincia.
Questi ultimi li ringrazio in modo particolare per aver riposto fiducia nei nostri carabinieri, contribuendo ad un risultato sempre significativo e partecipando alla sicurezza di tutti".
Grazie di tutto
Còl. Pier Luigi Gabrielli
Al suo arrivo così lo accolse il nostro giornale (numero 27 del 30/9/2008):
“Se ne è andato il Comandante dei carabinieri Marcello Bergamini che probabilmente, avesse potuto, sarebbe rimasto ancora a Sondrio per il clima che ha trovato, lui e famiglia (e non ci riferiamo solo al clima meteorologico) essendosi fatto apprezzare negli anni in cui è rimasto in Valle. Se ne è andato ad Alessandria lasciando la caserma di Piazzale Valgoi al temente colonnello Pier Luigi Gabrielli, 47enne proveniente da Milano dove comandava comandante il Nucleo radiomobile dopo essere stato on diverse sedi, Vicenza, Verona, Latina, Sanremo, Piacenza. A Modena, nella famosa Accademia si è preso la qualifica ma anche la moglie. Lui però è trentino di nascita e, guarda caso, di un centro nel nome nostro parente, "Mezzolo mbardo" ma anche parente nella principale attività economica visto che lì ci sono ben sei cantine, di Teròldego Rotaliano trentino, vino autoctono DOC (Rosso, Rosato, Riserva invecchiato almeno 24 mesi e Superiore) prodotto con uve Teroldego. Non avrà moltissimo da fare per reati pesanti qui da noi, almeno ce lo auguriamo e se le cose andranno avanti come sono andate finora ponendoci all'avanguardia nel Paese per la minore criminalità. Troverà comunque l'ambiente giusto e la cordialità valtellinese. Benvenuto e buon lavoro”.