12 10 12 CASINI
Riceviamo e pubblichiamo:
Nell'odierno panorama politico italiano, ciò che sconcerta maggiormente non sono le ordinarie beghe di ordinaria amministrazione, ma il viscido opportunismo di certuni politici. La maggioranza dei media è concentrata sulle brame di Fini e sul tradimento degli ex missini. Pochi si sono accorti che Pierferdinando Casini in quanto a "infedeltà", non è secondo a nessuno, nemmeno al "traditore" per eccellenza Gianfranco Fini. A metà novembre il leader dell'UDC promise al Cardinal Ruini che avrebbe rifiutato qualsiasi tipo di alleanza con Fini. Passato il tempo necessario per far dimenticare al Vaticano e agli italiani la promessa fatta, lo scafato ex democristiano ha stretto una sorta di patto con l'anticlericale Gianfranco Fini per far cadere Berlusconi. Fregandosene del diktat di Bagnasco e Ruini, il disincantato traghettatore dell'ex balena bianca, ora ridotta a sardina, si è palesato non dissimile dai cattolici adulti progressisti, vale a dire, ha "sacrificato" la politica alta e nobile, in nome delle ben più alte e redditizie "poltrone" offerte dal potere in caso di vittoria elettorale. Pur di ambire a diventare il leader maximo di un'improbabile terzo polo, l'ambizioso Pierfurbi (così chiamato da chi lo conosce da vicino) ha preferito apparentarsi con il laicista, filo abortista e filo gay Fini, piuttosto che sostenere il "peccatore", che ama la vita e le donne. E pensare che la Chiesa, sancendo la fine dell'unità dei cattolici, s'era illusa che il lievito dei cattolici avrebbe dovuto fermentare in ogni realtà laddove i cattolici fossero presenti. Peccato che, per un'infausta eterogenesi dei fini, il lievito dei cattolici si è sgonfiato, mentre quello dei nemici della vita e dell'ordine naturale ha contagiato i cattolici tiepidi che amano i valori in cui credono tanto quanto i cani amano i gatti.
Gianni Toffali