LECITO FAR FUORI GHEDDAFI? 11 4 30 34

S. Direttore

Di ritorno dalla magnifica cerimonia di beatificazione del Papa ho cercato sul web le cronache dell'evento. A un certo punto ho trovato il suo giornale, in particolare i commenti sulla situazione libica.

Non condivido. La guerra è un mostro che ogni cattolico dovrebbe detestare. Quando una guerra c'è la prima cosa che fa qualsiasi belligerante è di colpire il cervello dell'organizzazione avversaria. Ogni vita umana è sacra ma può capitare che occorra sacrificarne qualcuna per salvarne tante. Il caso di Gheddafi.

Mi risponda, se crede anche in privato

Distinti saluti

Alessio Diotallevi

NOSTRA RISPOSTA

Da subito contrari

Il nostro comportamento, e quello del sottoscritto direttore in particolare, è stato assolutamente coerente. Da sempre. Siamo stati prima di ogni altro, fin dall'inizio di questa avventura, meglio 'sventura', libica contrari. Motivando le ragioni vere, quelle mascherate da una ipocrisia di fondo che ha toccato il massimo con la macroscopica balla dei 10.000 morti di Bengasi e delle fosse comuni che sono stati l'innesco di tutto il resto. Abbiamo preceduto chiunque in questa valutazione negativa che persiste, stramotivata.

Come per l'Irak - 2

Siamo stati contrari come lo eravamo stati, ferocemente e fin dal primo momento, alla seconda guerra irakena, motivata dalle famose armi di distruzione di massa che non cerano. Anzi ci furono, ma non di Saddam. Le migliaia di missili lanciati sull'Irak, quelli sì che sono state armi di distruzione di massa per via di quella cinica espressione dei generali, "effetti collaterali", che traduce il massacro di persone innocenti.

Non abbiamo le fette di salame sugli occhi. Siamo contro la guerra ma, pur con tristezza, non siamo contro tutte le guerre. In certe occasioni diventano inevitabili.

Inevitabile Irak - 1

E' il caso della prima irakena per la quale si è cercata la ragione nel petrolio. Bufala. Saddam aveva invaso il Kuwait. Con il bottino della Banca centrale avrebbe sistemato il suo debito estero. Sommando il PIL dei due Paesi avrebbe raddoppiato il proprio. Sarebbe stato, in definitiva, squilibrato il quadrilatero che costituiva il punto di sintesi in quello scenario fra Irak, Iran, Siria, Israele.

Torniamo, dopo questa premessa, a noi

Nelle guerre si spara anche ai civili e figurarsi quindi se l'obiettivo principe non è di solito il capo nemico, e poi lo Stato Maggiore, e poi, via via scendendo, il numero uno ai diversi livelli.

In questa logica dovrebbe quindi rientrare anche il tentativo di far fuori Gheddafi.

Non è così.

Non è guerra

E non è così per una ragione molto semplice. L'ONU ha autorizzato una mission avente due obiettivi: il mantenimento della No fly zone per evitare che venissero bombardati gli insorti nonché la tutela dei civili. Non rientra in queste due categorie l'assassinio di Gheddafi. Non rientra perché non c'è guerra.

Se è guerra -> Corte dell'Aia

Se guerra c'è è materia di Corte Internazionale dell'Aia (International Criminal Court - ICC).

Del resto lo avevamo previsto. Andati via gli americani i bombaroli di Parigi e Londra non erano e non sono in grado di sostenere una guerra avendo seco, fra i 28 Paesi della NATO, solo Canadà, Norvegia, Belgio, Danimarca. E' esclusa ogni azione di terra. Restava, come abbiamo previsto scrivendone, l'unica via d'uscita quella di tentare di far fuori Gheddafi. Il primo tentativo ha conseguito un brillantissimo risultato. Oltre il sesto figlio del rais sono stati assassinati tre bambini di 3 anni, 2 anni, 4 mesi, pericolosi nemici della democrazia.

Vogliono la morte di Gheddafi

Ci riproveranno perché si sono cacciati in un angolo - cacciandoci anche noi - e non sono capaci di trovare una via d'uscita. Se ci riusciranno avranno creato un martire e aumentato la popolarità occidentale nel mondo islamico.

Alberto Frizziero, direttore

Alessio Diotallevi - Rispopsta Alberto Frizziero
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