RIGAMONTI. L'INTERVENTO DEL SEGRETARIO DELLA CISL: NORMALIZZARE LE RELAZIONI 11 10 10 10
La Rigamonti è azienda primaria non solo per il suo principale prodotto ma anche per la storia industriale del nostro Territorio. Il suo nome è legato all'industria valtellinese ed il suo titolare fino a pochi anni fa era il Presidentissimo della Unione Industriali di Sondrio. La mia Organizzazione nella azienda leader delle Bresaole ha sempre avuto un ruolo minoritario in un quadro di relazioni sindacali sempre di buon livello anche se va detto che la partecipazione dei lavoratori alle mobilitazioni sindacali generali è sempre stata piuttosto scarsa.
Da alcuni anni l'azienda è passata di mano ed è stata acquisita da una multinazionale. Notoriamente le multinazionali sulle dinamiche delle singole realtà produttive periferiche non sono sempre chiare. Ora nel quadro di una normale vertenza aziendale dove, a seguito del mancato raggiungimento di alcuni obiettivi produttivi e la conseguente messa in discussione del premio economico legato al raggiungimento degli stessi, giustamente i Lavoratori guidati dalle rappresentanze sindacali rivendicano di conoscere i piani produttivi e industriali per non dover vedere in futuro il ripetersi di perdita di premi pattuiti a fronte di obiettivi consensualmente definiti e per richiedere certezze per le prospettive occupazionali.
Va chiaramente detto però che siamo all'interno di una normale dialettica Sindacale comune in moltissimi casi ed in molte realtà. Ora va premesso che la mia Organizzazione si è sempre seduta e si siederà ad ogni tavolo dove si discute degli interessi dei lavoratori ma non si può non rilevare la straordinarietà degli strumenti ora chiamati in campo. La richiesta della assemblea (conosciamo bene come funzionano le assemblee) dei Lavoratori della Rigamonti di richiedere un tavolo istituzionale alla provincia è perlomeno strana.
I tavoli istituzionali che negli ultimi tempi abbiamo sindacalmente richiesto, purtroppo avevano dei presupposti nefasti che qui non vogliamo ricordare. Siamo certi però che, per quanto ci è dato a capire, non sono i presupposti della Rigamonti di oggi. La straordinarietà di un tavolo istituzionale rischia di ingigantire e di gonfiare la problematica delle prospettive industriali e/o di banalizzare e ridicolizzare il ruolo sindacale nelle rivendicazioni economiche.
La normalità in questi casi prevede il coinvolgimento della Associazione dei datori di lavoro, la Confindustria, (ribadiamo la storia locale della azienda) e ci meraviglia il fatto che solo noi in assemblea abbiamo evidenziato che quella sarebbe stata la naturale strada da percorrere.
A queste multinazionali che noi accogliamo volentieri quando danno continuità e sviluppo alle nostre aziende dobbiamo però spiegare che le nostre regole, la nostra storia, e cultura sindacale vanno rispettate perché hanno sempre guardato al bene oltre che dei lavoratori anche delle imprese.
Di nuovo vogliamo però ribadire chiaramente che la nostra Organizzazione, la CISL, si siederà ad ogni tavolo dove si discute degli interessi dei lavoratori non delegherà mai a nessun altro il proprio ruolo, pronta sempre ad assumersi le proprie responsabilità.
Daniele Tavasci (x)
(x) Segretario Generale Ust Cisl Sondrio