COMUNE DI SONDRIO. INTERVIENE IL PDL: NUOVE TASSE E IMPIEGO DEL GETTITO: UN ALTRO APPROCCIO È POSSIBILE? 12.5.30.39
La spesa pubblica è argomento del giorno (e certo lo resterà per lungo tempo): nella prima settimana dall'invito rivolto ai cittadini di segnalare spese inutili della "macchina" pubblica, ben 95.000 proposte sono arrivate al Governo, una ogni due secondi.
L'attenzione di tutti è oggi più che mai sul debito delle pubbliche amministrazioni, che assorbono molte risorse che non vengono destinate allo sviluppo del Paese e quindi alle nuove generazioni, mentre l'insofferenza e il timore per il domani nasce dai provvedimenti del Governo, presi o annunciati, che imporranno nuove tasse ai cittadini, giustificate dalla politica europeista.
Ridurre la pressione fiscale tagliando la spesa pubblica è la priorità fondamentale, la prima condizione per qualsiasi credibile progetto per l'Italia. Pensiamo che lo Stato, oggi debole ma pervasivo, al pari delle Amministrazioni Locali, debbano ridurre radicalmente il perimetro della propria presenza, dismettendo e tagliando tutto ciò che non rientra nelle sue funzioni fondamentali, per consentire all'iniziativa individuale di rimettere in moto il Paese.
Il Comune di Sondrio
Di fronte a tale situazione tutti sono chiamati a fare la propria parte, ma non tutti la fanno. Il Comune di Sondrio non può chiamarsi fuori da questa situazione, sostenendo la "virtuosità" dell'ente solo perché rientra nei limiti contabili del Patto di stabilità. Peraltro virtuoso non è, poiché non rispetta i parametri fissati da Monti e difatti è stato escluso dal Governo dall'elenco di tali amministrazioni, con impossibilità di godere di alcuni importanti benefici per promuovere lo sviluppo.
E in realtà, come può essere virtuoso un comune che pone sui cittadini un carico fiscale
talmente straordinario che Sondrio è al 4° posto in Italia per pressione fiscale procapite?
La realtà è che, pur con contributi statali ridotti, il Comune non riduce la spesa, quindi chiede di più ai cittadini per i medesimi servizi. Vale la pena di ricordare che, ancora prima che venisse varato il cosiddetto "decreto Salva Italia" dal Governo centrale, con nuove tasse e che si parlasse di IMU sulla prima casa, l'amministrazione Molteni aveva già deliberato per il 2012 l'aumento di: tassa rifiuti, tariffe per la sosta a pagamento, tariffe per tutti i servizi a domanda individuale, tariffe dei servizi per asili, ristorazione scolastica, oneri di urbanizzazione e costi di costruzioni, costo dei trasporti pubblici, canoni per concessioni permanenti o temporanee di suolo pubblico, base imponibile ai fini dell'ICI (con aumento dei valori delle aree edificabili e inclusione di nuove aree agricole, ma previste dal PGT come solo ipoteticamente produttive di diritti edificatori), istituzione della tassa di soggiorno (uno dei pochi comuni in Italia).
Nel 2012 la pressione fiscale sui cittadini di Sondrio è quindi destinata ad accrescersi per la politica dell'Amministrazione comunale, oltre che per quella del Governo. A fronte di tutto ciò nessuna significativa riduzione di spesa pubblica, nessun reperimento di nuove entrate diverse dalle tasse, nessuna azione per ridurre il peso fiscale gravante sulle famiglie, le più deboli in questa situazione, ma soprattutto nessuna nuova iniziativa di sviluppo della città.
Quali provvedimenti potevano essere presi?
Da tempo ne citiamo alcuni sui quali il Sindaco Molteni "glissa".
Da una parte si può ridurre decisamente la spesa corrente:
Nel 2008 personale del Comune ammontava a 190 unità e il costo per i dirigenti (2 più il segretario comunale) era di circa € 300.000; nel 2011 il personale del Comune è di 176 unità (ridotto solo per la mancata sostituzione dei dipendenti pensionati, non sostituibili per legge), con 4 dirigenti, 1 direttore generale oltre al segretario comunale, per un costo di oltre € 550.000: la struttura dirigenziale del Comune voluta da Molteni costa dunque circa € 250.000 in più all'anno (nei 4 anni del governo Molteni fanno quasi 1 milione di euro!) con minore personale da gestire: spese davvero inevitabili?
Per altro verso si deve distribuire diversamente il costo dei servizi comunali, facendoli pagare sempre più a chi li utilizza: concetto semplice ma non attuato. Quindi occorre raccordare più direttamente la copertura dei costi agli utenti effettivi dei servizi. Difatti: la copertura dei servizi a domanda individuale (rapporto tra costi per l'ente ed entrate dalle tariffe applicate agli utenti) vede gravi disparità: per la tassa rifiuti si chiede ai cittadini quasi il 100% del costo, la copertura del costo per gli asili nido raggiunge l'80% (Sondrio è tra i comuni più cari d'Italia per un servizio tutto a carico delle famiglie), mentre la copertura dei costi per servizi sportivi è del 17%, laddove il loro costo in valori assoluti è di € 405.000, con una mancata copertura di € 335.000 che pesano su tutti: forse che non si può riequilibrare il rapporto di copertura di tali servizi al fine di gravare meno sulle famiglie?
Ancora e per altro verso: nessuna capacità di reperire nuove risorse che non siano quelle tributarie. Un esempio: l'annunciata centralina idroelettrica sull'acquedotto comunale, condivisa dal Consiglio Comunale, non è stata avviata e quindi nel 2012 nessuna nuova entrata dall'utilizzo di tale fonte energetica rinnovabile (erano previsti 60.000€ per il secondo semestre 2012, quindi a regime l'entrata annuale prevista era di 120.000€: a queste minori entrate Molteni sopperisce con maggiori tasse locali).
Intanto il bilancio del 2011 ha avuto un avanzo di amministrazione di 1.800.000€, di cui 1,2 milioni per rispettare il Patto di Stabilità imposto per legge, ma 600.000€ per incapacità di investimento sulla città. Ancor più significativo, in questo dato, che quasi 60.000€ derivano da somme non spese nel capitolo dei servizi sociali, laddove lo stesso Molteni invocava maggiori risorse dagli Enti provinciali, per una presunta impossibilità a soddisfare le necessità comunali del settore.
Insomma, in Comune di Sondrio chi paga è sempre e solo Pantalone, che però oggi è sempre più povero, e chi incassa non è capace di equilibrare l'imposizione con l'effettiva capacità di spesa né di calmierarla con investimenti lungimiranti.
Danilo Sava (x)
(x) Capogruppo PdL in Comune di Sondrio