VALORE DELLA VITA E CRISI ECONOMICA 12.5.30.44

La crisi economica sta mettendo in luce aspetti collaterali preoccupanti che coinvolgono l'intera sfera personale. Il fenomeno che emerge in maniera preoccupante è quello dei suicidi. Imprenditori e lavoratori coinvolti in problemi economici, molto spesso non trovano vie di uscita e decidono di risolvere i loro problemi togliendosi la vita.

Prendere atto di questo fenomeno, attribuendone le cause a fattori esclusivamente economici, significa sottovalutare i veri fattori scatenanti, che possono essere di carattere psicologico, spesso anche psichiatrico; fattori che si possono individuare nella perdita di status personale, di ruolo sociale, di autostima, di paura indotta, di solitudine, eccetera.

Il sistema mediatico in generale agendo sugli aspetti negativi del fenomeno, favorisce un clima generale fatto di paura, sconforto e vergogna di sé; di diffidenza verso l'ambiente di vita e di lavoro. Un clima che facilita lo sconfinamento in rabbia e in atti di violenza. In questa precaria e inedita situazione il suicidio può creare anche emulazione, e sarebbe un disastro.

Sul piano strettamente personale è molto difficile giudicare quei gesti estremi. Nessuno è in grado di sapere cosa si scatena nel cervello di quelle persone a cui la vita appare tanto insopportabile da doversela spegnere. A nessuno, tranne che a Dio, è dato sapere cosa aleggia nel cuore e nella mente umana. Quindi, grande rispetto per quelle persone che sono giunte alla decisione estrema.

A noi allora, non rimane che abbassare la testa e riflettere in silenzio su quali possono essere le nostre responsabilità, e chiederci perché nostri conoscenti, amici o famigliari arrivano a tanto.

Dobbiamo riflettere anzitutto su come possiamo aiutare queste persone ad essere meno sole, a sentirsi circondate di affetto e non di indifferenza, a includerle nella nostra sfera di interessi anziché escluderle, come spesso capita. Dobbiamo esaminare con spirito critico la qualità della nostra relazione con loro, se c'è relazione o se c'è stata e perché si è interrotta.

Dobbiamo anche riflettere su come possiamo educare i nostri ragazzi ai veri valori che contano, a saper discernere tra il bene e il male. E' importante insegnare loro che i beni materiali, il denaro, l'automobile e quant'altro, sono strumenti utili ma non esaustivi della nostra vita. Stante la complessità e la drammaticità dei tempi che corrono, è necessario spiegare loro l'origine della crisi in atto, e le grandi difficoltà che incontreremo per uscirne in modo sereno e civile, senza incorrere in atti violenti o scontri cruenti. Dobbiamo educarli ad apprezzare il valore della relazione con l'altro, specie con il diverso e con lo straniero. Dobbiamo educarli a rispettare la vita.

Dobbiamo tornare a valorizzare con i fatti il concetto di solidarietà, ossia l'aspetto evangelico della carità cristiana: tra i lavoratori, tra lavoratori e imprese, tra lavoratori, imprese e istituzioni pubbliche e private. Con la nostra partecipazione attiva, dobbiamo far si che la politica, cambi stile e si presenti alla gente con la faccia pulita. Non dobbiamo fuggire dalle nostre responsabilità.

Quella attuale è una crisi di sistema, iniziata circa quaranta anni orsono, sfociata in questa ultima batosta provocata dalla speculazione finanziaria, che sta mietendo vittime in Italia, in Europa e nel mondo intero. Una crisi difficile da governare e dalla incerta conclusione, nel tempo e nel modo. Troppe disuguaglianze si sono create in questi quaranta anni e nessuna è stata appianata. Anzi!

Ora è giunto il momento di rimediare se non vogliamo finire in un tracollo generale. Come?

Come mi ha spiegato un mio vecchio e saggio amico: camminando tenendoci per mano, con i piedi sulla terra e con lo sguardo sempre rivolto al cielo.

Valerio Dalle Grave

Valerio Dalle Grave
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