CICLO INTEGRATO DELLA ACQUE (ATO), POLEMICA DEL PDL CONTRO LA GIUNTA PROVINCIALE 12.7.10.31

Riceviamo e pubblichiamo:

Con quanto prevede la "spending review" del Governo, per il Paese si prospettano cambiamenti dell'assetto istituzionale che vedranno sempre più protagonisti i Comuni: unendo e centralizzando funzioni e processi, diventeranno per i cittadini riferimenti fondamentali sul territorio, e con loro i Sindaci.

Non si può non tenere in giusta considerazione questa fondamentale prospettiva quando si affronta anche in Provincia di Sondrio il tema del ciclo integrato delle acque (ATO), ossia il nuovo sistema di gestione di acquedotti e fognature, e relative tariffe, a livello provinciale.

Di questo è profondamente convinto il Coordinamento Provinciale PdL Sondrio, che auspica che l'organo esecutivo del nuovo ATO debba essere espressione diretta della Conferenza dei Sindaci, così come approvato nella riunione del Coordinamento unitamente a numerosi Amministratori locali.

Purtroppo la recente delibera della Giunta provinciale va esattamente nel senso opposto, con una forte penalizzazione nei confronti dei Comuni e dei loro Sindaci.

Per affermare la propria posizione, il PdL in sede di Commissione Consiliare provinciale, tramite il proprio Gruppo Consiliare ha proposto emendamenti al testo della delibera della Giunta, che saranno nuovamente presentati nella seduta di Consiglio provinciale convocata per il 16 luglio.

In tali emendamenti, il PdL propone che tutti i componenti il nuovo Consiglio di Amministrazione dell'ATO siano espressione dei Comuni, indicati dalla Conferenza dei Sindaci, tenendo conto della rappresentanza dei vari mandamenti e delle fasce demografiche, a tutela ed in rappresentanza anche dei Comuni di minori dimensioni.

La delibera della Giunta provinciale, a giudizio del PdL, oltre a non collimare con il quadro istituzionale in evoluzione (come descritto in premessa) ed a rompere l'elementare e comune equazione "acqua del rubinetto = acqua del Sindaco", non soddisfa specchiati criteri di trasparenza e prudenza.

Criteri che, oltre ad essere auspicati dal buonsenso amministrativo, dovrebbero essere anche suggeriti alla Giunta provinciale da una riflessione sugli esiti delle recenti nomine effettuate (vedasi, ad esempio, la languente propositività del sistema di promozione turistica provinciale - DMO) ma anche dalla latente condizione di commistioni e ingerenze nelle 'multi-utility' partecipate recentemente evidenziata dai media locali e sulla quale poca o nulla chiarezza è stata fatta dalle stesse Presidenza e Giunta, cui spettano sì facoltà di nomina, ma soprattutto responsabilità di controllo e di chiarezza davanti ai Cittadini. Quelle stesse responsabilità cui, in ultima analisi, rispondono sempre e comunque i Sindaci che, a differenza di taluni nominati dai pluri-incarichi e, pare, dai pluri-interessi, rimettono il proprio mandato al giudizio della cittadinanza.

Non può, infine, accadere che la Giunta provinciale, dopo aver brillato per i ritardi che ci portano ad essere l'ultimo territorio lombardo a normare l'ATO come da obbligo di Legge Regionale, nuovamente e per l'ennesima volta su di un tema rilevante, imponga d'imperio un'accelerazione e si chiuda in sé stessa privilegiando l'occupazione di poltrone anziché favorire la collaborazione trasparente con tutte le Istituzioni locali, in particolare i Comuni. Il PdL, anche su questo tema, e come chiedono a gran voce i cittadini ed i Sindaci, chiede chiarezza e non accetterà manovre tese a favorire appetiti vari.

Il Coordinatore Provinciale Maurizio Del Tenno

Il Vice Coordinatore Provinciale Pierangelo Bonetti

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