Film: "MARE CHIUSO" O MARE NOSTRUM? 2012.VIII.20.24

Il vescovo della diocesi di Mazara del Vallo Mons. Domenico Mogavero che oggi, domenica 19 agosto 2012 ha celebrato la s. Messa dalla chiesa di Pantelleria, trasmessa da Rete4, ha richiamato gli abitanti ad essere più ospitali e disponibili verso i popoli dell'altra sponda del Mediterraneo, chiamato nell'antichità mare Nostrum. Attualmente essi si riversano a migliaia sulle loro spiagge ed anfratti, sbaragliando quel senso di fraternità che sempre ha distinto i cittadini di Pantelleria. In effetti, gli abitanti delle coste dell'Italia del Sud sono da anni abituati a convivere con il dramma degli sbarchi di clandestini, disperati che sognano un futuro diverso una volta messo piede sul suolo europeo. Ogni sbarco porta sul nostro territorio non solo un problema ma anche drammi e storie che le sbrigative notizie dei telegiornali non hanno tempo di raccontare. Chi sono quelle persone che sui barconi pregano e cantano di felicità per ingannare la fame e la sete, in attesa di essere accolti con il loro status di rifugiati? Troppo spesso questi esseri umani e le loro storie vengono ridotte a un numero inserito a casaccio in una serie di statistiche che descrivono quanti sbarchi sono avvenuti dall'inizio dell'anno o negli ultimi mesi.

"Mare chiuso" di Andrea Segre e Stefano Liberti, è un film di denuncia sui naufragi nel Mediterraneo che nel 2011 hanno causato oltre 1500 morti: se ne parlerà in Mostra, in un incontro pubblico venerdì 31 agosto, alla presenza del presidente della Biennale Paolo Baratta, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, la vice segretaria generale del Consiglio d'Europa Maud de Boer e parlamentari italiani ed europei.

La Storia

Nel marzo 2011 un barcone alla deriva con 72 profughi dalla Libia, localizzato da mezzi militari, non fu soccorso. Morirono in 63, ne sopravvissero solo nove. Saranno presenti anche uno dei superstiti e un sacerdote che, avvertito dal cellulare di un naufrago, lanciò un SOS che rimase inascoltato. All'inizio fu una dichiarazione ad effetto dell'allora ministro dell'interno Maroni a salutare l'operazione respingimenti: "Finalmente cattivi".

Tra i più di duemila migranti che tra maggio 2009 e settembre 2010, mentre tentavano l'attraversamento del mare Mediterraneo verso le coste italiane, sono stati intercettati dalle navi militari italiane e scortati fino al ritorno in Libia, sono nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove hanno trovato accoglienza: i loro volti e le loro parole restituiscono un tratto umano ad un pezzo di storia recente italiana a dir poco disumano. Sono i loro racconti a mostrarci gli effetti di questa operazione politica, frutto dell'accordo di amicizia tra Italia e Libia firmato dal governo Berlusconi (per la quale l'Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani). Un senso di umanità è quello che trasmette questo documentario, oltre lo scontato atto di condanna: l'umanità negata (da parte di chi si è permesso di giocare con le vite di persone), l'umanità caparbia (di chi, nonostante tutto, persevera nella speranza), l'umanità spaesata (di chi, pur essendo a conoscenza, non ha fatto nulla per evitare tutto questo). Il documentario, prodotto dall'associazione culturale Zalab, è stato visto in più di 100 proiezioni in tutta Italia lo scorso 20 giugno, nel corso della campagna "Mai più respinti", promossa dalla stessa Zalab in collaborazione con Open Society Foudations e Amnesty International Italia.

Il Consiglio D'Europa , è la più antica istituzione politica europea - distinta dall'UE, e di cui fa parte la Corte europea dei Diritti dell'Uomo - che si prefigge soprattutto lo scopo di tutelare i diritti umani fondamentali, la Democrazia e lo Stato di diritto. Dai 1° ottobre 2009 ne è Segretario Generale il laburista norvegese Thorbjørn Jagland, che resterà in carica fino al 30 settembre del 2014. Creato a Londra il 5 maggio del 1949 da un ristretto gruppo di Stati, tra cui l'Italia, oggi il Consiglio d'Europa ne comprende 47, cioè tutti i Paesi del continente, tranne la Bielorussia che non possiede i requisiti necessari. Dal 23 maggio, e fino al 9 novembre 2012, la presidenza di turno del Comitato dei Ministri è dell'Albania.

La denuncia del Consiglio d'Europa non intende individuare i colpevoli ma fare in modo che tali tragedie non accadano più(Cfr.: Comunicato Stampa del Consiglio d'Europa in Italia).

Chi sono i registi

- Andrea Segre, laureato in Sociologia della Comunicazione, è regista di film e documentari per il cinema e la televisione. Attento al tema delle migrazioni, ha fondato l'associazione ZaLab con cui sviluppa progetti di produzione e di laboratori di video-partecipativo.

Nel 2003 dirige il documentario Marghera Canale Nord, presentato alla LX Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica e vincitore della menzione speciale al RomaDocFestival. Nel 2004 realizza Dio era un musicista e nel 2006 PIP49, episodio di "Checosamanca", e A Sud di Lampedusa, vincitore del premio MedFest al X Mediterraneo Video Festival. Del 2007 è La mal'ombra, presentato al XXV Torino Film Festival e al XXVI Uruguay Film Festival. Tra i suoi ultimi lavori: Come un uomo sulla terra (2008), vincitore di numerosi premi (menzione speciale al Premio Vittorio De Seta, Gran Prix TeleFrance CMCA) e candidato al David di Donatello per la sezione Documentari, e Il Sangue Verde (2010), premio CinemaDoc alle Giornate degli Autori durante la LXVII edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Io sono Li è stato presentato, sempre alle Giornate degli Autori, durante la LXVIII Mostra di Venezia. Insieme a Stefano Liberti ha realizzato "Mare chiuso" che sarà proiettato il 31 agosto alla 69.ma Mostra del cinema di Venezia, cui poi seguirà un dibattito con notevoli personalità e-( speriamo) tanti cinefili. http://andreasegre.blogspot.com)

- Liberti Stefano, è un giornalista del Manifesto. I suoi reportage sono usciti su varie testate italiane (Geo, L'Espresso…) ed estere (El Pais, Le Monde Diplomatique). Nel 2004 ha pubblicato, insieme a Tiziana Barrucci, "Lo Stivale meticcio. L'immigrazione in Italia oggi" (Carocci). Collabora con il programma telivisivo C'era una volta ed è tra i curatori di mwinda, sito di analisi geopolitica sull'Africa (www.mwinda.it). Un suo reportage è incluso nell'antologia "Il corpo e il sangue d'Italia" (minimum fax 2007). E' uno dei pochissimi italiani che da anni seguono gli aspetti meno conosciuti dei movimenti migratori dall'Africa verso l'Europa: tutto ciò che accade a sud di Lampedusa. Senza fidarsi dei luoghi comuni o lasciarsi abbindolare dai proclami sull'integrazione che verrà, ha scelto di esplorare con i propri occhi la "geografia del transito" tra il Sahel e il Maghreb. Ha incontrato migranti che preferiscono chiamarsi avventurieri, politici africani sudditi dei diktat europei, indiani bloccati in mezzo al deserto e piccole città sorte dal nulla: tutta l'infinita umanità che vive attraversando o presidiando confini. Fino a trovare chi non si aspettava: se stesso. Un cittadino bianco di quella stessa Europa che, con le sue politiche, determina come si vive o si muore in Africa. Un reporter per cui il solo modo onesto di documentare è lasciarsi coinvolgere dalle storie in cui si imbatte. E il lavoro "Mare chiuso", conferma queste sue straordinarie capacità.

Maria Elisa Enrico Antonio De falco Marotta

Maria Elisa Enrico Antonio De falco Marotta
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