In Regione sulle fusioni dei Comuni: 9 SI e 10 NO

Spariscono 22 Comuni, ne restano 9, in Lombardia i Comuni scendono da 1544 a 1531

Sono 1544 i Comuni lombardi ad oggi 8 gennaio. 22 di questi hanno deciso: si accorperanno da 22 scendendo a 9 e così la Lombardia dai 1544 Comuni scenderà a 1531. Non sembra proprio un gran risultato nonostante i benefici che venivano, e vengono, attribuiti ai Comuni che, fidanzati su iniziativa dei loro amministratori finiscono a convolare a giuste nozze. I conti non si fanno senza l'oste e l'oste è la gente il cui consenso è essenziale. Non dice niente il fatto che in buona sostanza nei due casi concernenti la nostra provincia il voto sia stato positivo per la fusione di fatto solo nei due Comuni che sarebbero restati, ingranditi. La nota della Regione sulle decisioni odierne:

“Saranno 9, su 19 richieste, i nuovi Comuni lombardi che dopo i referendum consultivi per la fusione tra alcuni di loro e la scelta della nuova denominazione, andranno al voto il 25 maggio per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale.

Le Commissioni Affari istituzionali (presieduta da Stefano Carugo, Ncd) e Speciale per il Riordino delle Autonomie (presieduta da Giulio Gallera, Fi), riunite in seduta congiunta, hanno analizzato l’esito del voto referendario dello scorso dicembre e si sono espresse per l’accoglimento di nove fusioni (2 in provincia di Bergamo, 3 in provincia di Como, 1 in provincia di Lecco, 1 in provincia di Pavia, 1 in provincia di Varese e 1 in provincia di Mantova).

L’iter prevede ora il passaggio dei progetti di legge di fusione approvati alla Commissione Bilancio (mercoledì 15 gennaio) per la determinazione degli aspetti finanziari e successivamente in Consiglio regionale (nelle sedute del 21 e 22 gennaio) per la loro approvazione definitiva. La conseguente pubblicazione sul BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia) consentirà ai cittadini di recarsi alle urne il 25 maggio per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale della nuova realtà amministrativa.
I dieci progetti di legge che non hanno ottenuto il via libera dalle Commissioni consiliari Affari istituzionali e Speciale per il Riordino delle Autonomie approderanno anche loro in Consiglio regionale, ma con la proposta di “non passaggio” all’esame degli articoli di legge in quanto giudicati “non accoglibili” perché la maggioranza dei cittadini si è espressa contro i progetti di fusione.

Questi, in dettaglio, i Comuni interessati alla fusione con la nuova denominazione che assumeranno:

Provincia di Bergamo
- Sant’Omobono Terme e Valsecca (totale “sì” dei cittadini 84%, totale “no” dei cittadini 16%) diventerà Sant’Omobono Terme
- Brembilla e Gerosa (“sì” 77%, “no” 23%): Val Brembilla

Provincia di Como
- Bellagio e Civenna (“sì” 81%, “no” 19%): Bellagio
- Drezzo, Gironico e Parè (“sì” 78%, “no” 22%): Colverde
- Lenno, Ossuccio, Tremezzo e Mezzegra (“sì” 63%, “no” 37%): Tremezzina

Provincia di Pavia
- Cornale e Bastida de’ Dossi (“sì” 87%, “no” 13%): Cornale e Bastida

Provincia di Mantova
- Virgilio e Borgoforte (“sì” 68%, “no” 32%): Borgovirgilio

Provincia di Lecco
- Verderio Inferiore e Verderio Superiore (“sì” 80%, “no” 20”): Verderio

Provincia di Varese
- Maccagno, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore e Veddasca (“sì” 54%, “no” 46%): Maccagno con Pino e Veddasca

NON SONO STATE ACCOLTE le richieste di fusione, visto l’esito negativo dei referendum consultivi tra la popolazione, per i seguenti Comuni:

In provincia di Bergamo:
- Covo, Fara Olivana con Sola e Isso
In provincia di Como:
- Claino con Osteno, Corrido, Porlezza, Valsolda e Val Rezzo
- Menaggio, Grandola ed Uniti, Plesio e Bene Lario
- Musso e Pianello del Lario
- Faloppio, Ronago e Uggiate-Trevano

In provincia di Varese:
- Cassano Valcuvia, Ferrera di Varese, Grantola, Masciago Primo e Mesenzana

IN PROVINCIA DI SONDRIO:
- Grosotto, Mazzo di Valtellina, Tovo di Sant’Agata, Vervio e Lovero
- Chiavenna, Mese, Gordona, Menarola e Prata Camportaccio

In provincia di Mantova:
- San Giorgio di Mantova e Bigarello

In provincia di Pavia:
- Pieve del Cairo e Gambarana

Politica