PASQUA SAREBBE DI PACE, E' DI SANGUE

Spirale senza uscita - Sharon aveva promesso la sicurezza, una chimera... - Sciagura la mediazione - Una sola soluzione, ma occorre un altro passo USA



SPIRALE SENZA USCITA


Pasqua sarebbe di pace.

Pasqua in Israele, nella culla della
Cristianità, é di sangue, in una spirale dalla quale non si vede
come se ne possa uscire, visto che giorno dopo giorno si butta,
e in quantità sempre maggiore, benzina sul fuoco.

In qualsivoglia contesa ragioni e torti si distribuiscono, sia
pure in varia misura. Là, in Medio Oriente, il torto é
assegnabile al 100 per cento, vale a dire agli oltranzisti, ai
falchi, dell'una e dell'altra parte.

Chi ne fa le spese, oltre,
come sempre, la povera gente, sono gli spiriti moderati dell'uno
e dell'altro campo.

SHARON
AVEVA PROMESSO LA SICUREZZA, UNA CHIMERA


Sharon aveva vinto le elezioni promettendo ai cittadini la
sicurezza. Ha fatto fiasco dato che si può fermare qualche
kamikaze, non tutti. Non solo, ma l'esasperazione della
situazione é stata ed é tale che le file degli attentatori
suicidi si ampliano, con un effetto indotto dirompente, quello
che cioè solo i "martiri" riescono a determinare.

Sharon é in grado di realizzare la rappresaglia, magari anche la
vendetta contro gli attentati - che a loro volta vengono
motivati come rappresaglia, talora vendetta - rispetto ad atti
degli altri.

E' in grado con le armi di imporre la sua linea, ma
la sicurezza resta una chimera.

Il suo obiettivo conclamato e costantemente perseguito é Arafat,
cui viene attribuita ogni responsabilità. Seguaci di Hamas o di
altri gruppi oltranzisti compiono un'attentato? Israele se la
prende non con Hamas ma con Arafat, responsabile di tutto. Tesi
si una debolezza da tutti, o quasi, riconosciuta, ma coerente
con la linea perseguita, sorda a qualsiasi richiamo anche se,
come oggi, viene dal mondo intero.

SCIAGURA
LA MEDIAZIONE...


Sharon ha gli stessi interessi di Hamas e soci.

La mediazione
farebbe affondare la sua linea. In un clima di mediazione la
soluzione proposta dall'Arabia, e cioé con novità assoluta
riconoscimento di Israele e del suo diritto ad esistere con, in
cambio, ritiro israeliano dai Territori occupati, per Sharon e
oltranzisti che lo sostengono, come per Hamas e soci, sarebbe
una sciagura.

A Tel Aviv non si ha la minima intenzione di
lasciare i Territori, dovesse questo comportare persino una
crisi mondiale. Ne siamo alla vigilia visto che Sharon sbatte le
porte in faccia all'Europa e persino agli USA.

Paradossalmente sarebbe più agevole una soluzione sull'altro
fronte, posto che l'intero mondo arabo decidesse di mettere al
bando gli oltranzisti, cosa più facile, quantomeno meno
difficile, dopo l'11 settembre.

UNA SOLA
SOLUZIONE, MA OCCORRE UN ALTRO PASSO USA


La soluzione politica é una sola, intermedia tra la perdurante
occupazione dei Territori da parte di Israele e il ritiro.

Per un periodo di tempo sicuramente non breve i
Territori dovrebbero passare sotto giurisdizione dell'ONU.

Facile a dirsi, concretamente la via appare impervia fino a
quando gli USA non si decideranno a fare il secondo passo. Il
primo lo hanno fatto dopo l'11 settembre quando per la prima
volta hanno affermato che si deve costituire uno Stato
Palestinese, reagendo poi con durezza alle serrate proteste
venute da Tel Aviv.

Il secondo non può che essere un ultimatum,
parallelamente, s'intende, ad un altro ultimatum da parte
dell'intero mondo arabo e non solo dai Paesi più moderati, nei
confronti degli oltranzisti.

E se l'ultimatum venisse rifiutato la soluzione dovrebbe essere
imposta.
***

GdS 28 III 01

OC-GdS5: Attenzione alle persone anziane. C'è anche qualcuno che attraversa all'improvviso, magari dopo aver guardato verso di noi e visto che l'auto arrivava.


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